Le bambine

Saranno anche poche le donne nel Consiglio dei ministri. Quattro su ventuno è un pelo meno del venti per cento. Ma un primato ce l’hanno, quello della gioventù. La più avanti con l’età è Stefania Prestigiacomo. Ha compiuto quarantun anni. Giorgia Meloni ne ha dieci meno di lei. Mara Carfagna di anni ne ha trentadue. Mariastella Gelmini trentacinque. Al confronto dei maschi, Angelino Alfano e Raffaele Fitto esclusi, che di anni ne hanno trentotto, sono delle bambine. Absit iniuria verbis. Non vogliamo mancare di rispetto ai ministri della Repubblica. Anzi. Per noi bambino è un termine positivo. Lettori del Foglio on line, cosa ne pensate? Scrivete il vostro commento su Hyde Park Corner.
9 MAG 08
Ultimo aggiornamento: 03:42 | 7 AGO 20
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Saranno anche poche le donne nel Consiglio dei ministri. Quattro su ventuno è un pelo meno del venti per cento. Ma un primato ce l’hanno, quello della gioventù. La più avanti con l’età è Stefania Prestigiacomo. Ha compiuto quarantun anni. Giorgia Meloni ne ha dieci meno di lei. Mara Carfagna di anni ne ha trentadue. Mariastella Gelmini trentacinque. Al confronto dei maschi, Angelino Alfano e Raffaele Fitto esclusi, che di anni ne hanno trentotto, sono delle bambine. Absit iniuria verbis. Non vogliamo mancare di rispetto ai ministri della Repubblica. Anzi. Per noi bambino è un termine positivo. In quell’anno confuso, complesso e impronunciabile che fu il sessantasette più uno, si scoprì la forza del rovesciamento verbale dei luoghi comuni. Poiché veniva dalla Francia surrealista la pratica fu chiamata correntemente détournement. Il più felice dei détournement fu il rovesciamento di quella stilla di saggezza che suonava “Se vecchiaia potesse, se gioventù sapesse” in “Se vecchiaia sapesse, se gioventù potesse”. Tradotto in chiaro significava che i vecchi avevano il potere ma non l’elasticità per capire il mondo nuovo. Tradotto in politica significa che, sempre i vecchi, quelli almeno che hanno perso il dono di guardare il mondo con gli occhi limpidi del bambino, sono costretti dai loro schemi mentali solidificati a guardare al passato, a scuotere la testa di fronte alle novità, a cercare di rimettere le cose a posto, come erano una volta.
La freschezza, la freschezza intellettuale ed emotiva intendiamo, si può conservare per tutta la vita. Ma c’è un tempo della vita che la freschezza è un patrimonio naturale. Metterla a frutto, anche in politica, è saggio.
I giornali riportano che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si sarebbe riferito alle sue ministre come alle sue bambine da svezzare. Già qualcuno si scandalizza, fermandosi sulle parole e non sulla musica della canzone. Ma è la musica che fa la canzone, come fanno notare le mamme ai bambini ribelli che rispondono con parole innocenti ma con un tono arrogante. Certo un pizzico di quote rosa era giocoforza, ma c’è qualcuno che riesce davvero a pensare che un presidente del Consiglio intenzionato a passare alla storia come statista scelga i componenti del suo gabinetto per motivi estetici o di affetto paterno e non per stima intellettuale e per fiducia nelle loro capacità di lavoro? Svezzare le bambine significa solo trasmettere quello che l’esperienza può dare.
Non mancherà chi farà un elenco ragionato di donne con un curriculum più convincente per coprire questo o quell’incarico. Non mancherà chi farà raffronti con la statura professionale delle ministre negli altri governi d’Europa e del mondo. Non mancherà neppure chi ignorerà la musica delle parole di Berlusconi per fare dell’ironia. Può darsi persino che ne nasca un tormentone. Ma come stanza dei giochi c’è di meglio della sala del Consiglio.
Lettori del Foglio on line, cosa ne pensate? Scrivete il vostro commento su Hyde Park Corner.